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Prendo a prestito dal Bardo la suggestione che mi ha evocato andare a questo evento. Una degustazione con pochi vignaioli, organizzata aprendo ombrelloni per riparare dal sole e sistemando lunghi tavoli di legno su due piane, con la timida incertezza di vivere qualcosa di bello e di nuovo, un sussurro. O forse questo era solo il mio approccio alla prima manifestazione post confinamento, dopo due mesi di serrata totale, dura da digerire per chi è abituato a stare più fuori che in casa, sia per lavoro che per diletto.

C’era un’aria di festa al raduno Fivi alla Tenuta Mariani Il Segreto, per questo senso di ritrovata libertà, di non dare nulla per scontato.

Leggi i miei posts sulla Mostra Mercato dei Vignaioli FIVI 2019: Gli spumanti e Una verticale di Nizza

Mentre sotto i nostri piedi scricchiolava il ghiaino, ci salutavamo con larghi sorrisi e con una grande gioia di incontrarci forse mai provata prima. Arrivata ai banchi d’assaggio ho ripreso da dove avevo smesso, come se non ci fosse mai stata un’interruzione…

Sembrava che anche il sole respirasse a pieni polmoni nell’irraggiare la Natura, che si deliziava di questo abbraccio e parevano più netti i colori, distinti i suoni delle cicale e del vociare dei partecipanti e fragranti i profumi, non solo del vino.

LA DEGUSTAZIONE

Fattoria Sardi

Per saperne di più su questa cantina lucchese biodinamica, leggete il post che le ho dedicato

Vermentino Colline Lucchesi DOC 2019

Per fare in modo che si esprimano vitigno e territorio, fermentazione ed affinamento avvengono in materiali inerti: acciaio e cemento. Anche i lieviti sono solo quelli autoctoni. La frutta esotica non è prepotente, ma cede il passo alla macchia mediterranea, in particolare alla salvia, che, insieme al fiore di sambuco accoglie di nuovo la frutta bianca. In bocca ha freschezza da vendere ed il corpo viene verticalizzato anche dalla sapidità. Retrolfattiva elegante e bocca pulita per un nuovo sorso.

Tenuta Mareli

Anche questa famiglia di viticoltori è stata già protagonista del mio blog: leggete il post

Pittiere 2019

E’ un blend di Sangiovese e Merlot, con una punta di Malvasia. La balsamicita’ apre le danze ed invita al ballo la ciliegia, la susina, una nota canforata. Il sorso è morbido, grazie alla malolattica svolta, ma non è affatto seduto: freschezza viva, sapidità ed un tannino ben presente ma già aggraziato gli conferiscono pimpantezza.

I Pilastri 

E’ la storia di casa di campagna di famiglia, con ulivi destinati alla produzione dell’olio solo per uso domestico e per regalarlo agli amici, che diventa azienda vitivinicola. Grazie a Francesca Pascale, la figlia del capostipite, che ha compreso le potenzialità della tenuta. Siamo a Fosdinovo, in una zona particolarmente vocata alla viticoltura, nella Colli di Luni DOC.

Guardate le puntate del mio canale Youtube DIVINO TV sulle peculiarità de bacino apuo-ligure ed in particolare su vini prodotti in questo areale

“I Pilastri” Colli di Luni doc Vermentino 2019 

E’ prodotto con le uve provenienti da 4 particelle attigue, eppure con composizione del terreno differente: alcuni più argillosi (conferiscono struttura), altri sabbiosi (ecco l’eleganza), tutti abbastanza drenanti, grazie alla presenza di ciottoli. La resa per ettaro è davvero bassa (70 q.li) e ci racconta selezione e concentrazione. E’ molto interessante sapere che l’uva è pressata intera, senza preventiva diraspatura, ed il vino eleva in cemento grezzo. Così i sentori sono tutti quelli del vitigno e del territorio: frutta esotica, agrumi e note balsamiche al naso. In un solo aggettivo: mediterraneo! Il sorso è caldo, suadente e verticale grazie alla mineralità, alla sapidità importante ed alla freschezza viva. Gli aromi confermano eleganza e complessità del naso. Un vino davvero interessante! 

“Vermentino Nero” Toscana IGT Vermentino Nero 2018

Affina in cemento solo coi suoi lieviti. La peonia ci svela la fermentazione coi raspi: coraggiosa, ma se fatta bene, come in questo caso, conferisce quel quid in più che dà grande personalità al vino. Ecco quindi la violetta, la frutta rossa ed il cioccolato. In bocca ha corpo, sapidità, mineralità, freschezza ed un tannino che grippa con grazia. Retrolfattiva di discreta persistenza, che richiama i profumi appena sentiti.

Tenuta Palatina

E’ un’azienda abbastanza giovane, nata nel 1999, sempre nel bacino apuo-ligure. Qui in particolare siamo a Montignoso, in colline a circa 300 metri di altitudine, affacciate sul mare.

“Palatino” Toscana IGP 2019

In questa bottiglia sono vinificati ben 3 cloni di Vermentino, insieme all’Albarola, coltivati su terreno calcareo argilloso.  Il profumo di salmastro ci ricorda che il mare è davvero vicino e anche la vegetazione tipica dell’Alto Tirreno è nel bicchiere con ampia balsamicità. Non mancano bergamotto, litchi e melone. Beva snella, fresca viva e sapida con finale leggermente amaricante.