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Vi voglio raccontare di questa cantina e dei suoi vini, perché, come ben sapete, sono proprio fissata col terroir. Se c’è questo stretto e virtuoso legame fra il vignaiolo, la sua terra ed i vitigni che lavora, allora berremo vini molto interessanti. E questo è uno dei tanti casi.

LA ZONA DI PRODUZIONE

Ci troviamo nel meraviglioso Salento, meta ambita di vacanze per molti di noi, per il clima e gli splendidi mari. Ebbene sì sono due: lo Jonio e l’Adriatico -. Una terra, quindi, in cui è sempre stato facile avere sbocchi commerciali. Non solo per via del mare, ma anche per l’assenza di montagne impervie, ed il clima gradevole con grande ventilazione, sole quasi tutto l’anno. Per questi motivi, nel corso dei secoli, hanno deciso di abitarlo i Messapi (un’antica tribù iapigia), in seguito i Greci, i Romani, gli Angioini ed addirittura i Tolomei.

Questo melting pot, oltre a rendere i salentini estremamente ospitali, li ha arricchiti della cultura e delle tradizioni enogastronomiche dei popoli con sui sono entrati in contatto e con le loro barbatelle!

In particolare, qui ci troviamo a Racale, in provincia di Lecce. Il nome di questa cittadina pare sia stato dato proprio dai Greci, che la abitarono prima dei Romani, in onore del mitologico Ercole.

Siamo esposti ai benefici effetti dello Jonio a 5 km e dell’Adriatico a 30 km. Qui, la grande ventilazione asciuga le vigne dall’umidità, preservandola da malattie e mitiga il clima, che senza sarebbe eccessivamente torrido durante l’estate, mentre il terreno calcareo ed argilloso è una manna per struttura ed eleganza.

IL VIGNAIOLO

Si tratta di un’azienda a conduzione familiare, che vanta una tradizione di oltre 120 anni. Grazie alla passione ed alle competenze che si tramandano di padre in figlio, ormai da quattro generazioni e la quinta già sta prendendo dimestichezza con la vigna. Basta fare due chiacchiere con Mauro e Debora, gli attuali capisaldi della cantina, per comprendere quanto amore li leghi alla loro terra, che continua a stupirli e ad allargare i loro sorrisi, nonostante siano molti anni che se ne occupano. Ne parlano come dei loro figli e la trattano allo stesso modo: con rispetto, cercando di trarne i talenti migliori, ma senza snaturarla, anzi!

Gli interventi in vigna sono minimi e l’obiettivo di Mauro è quello di portare le uve nelle migliori condizioni in cantina. Qui lascia che il vino si faccia da solo, sotto l’occhio vigile e discreto di tutta la famiglia. Forse senza saperlo, segue l’insegnamento del grande Giacomo Tachis (“il vino si fa in vigna!”). E’ tanto vero questo principio, che, così facendo, riescono a produrre bottiglie che hanno un contenuto di anidride solforosa inferiore ai 50 mg/l, anche i bianchi!

La tradizione e l’innovazione si spostano nella fermentazione in chiaro: per fare in modo che la complessità polifenolica dei bianchi non si perda durante fermentazione e affinamento, il mosto dell’uva appena pigiata viene portato a 5° C, in modo da inibire il lavoro dei lieviti.

Una volta che le parti solide si sono depositate sul fondo della vasca, vengono asportate, e la fermentazione si svolge senza sgradevoli riduzioni e senza che sia necessario intervenire con nessun tipo di correzione.

La cantina produce orgogliosamente vini solo dalle uve dei suoi 10 ettari di terra. A riprova di quanto ci tengano alla produzione di vini genuini, Mauro mi ha detto: “Anche se mi richiedono sempre più bottiglie, non sono mai tentato di acquistare uve da altri produttori: io so come allevo le mie, ma non so come lo fanno gli altri!”

I VITIGNI

In linea con l’amore per la sua terra e le sue tradizioni enogastronomiche, Vini Donnapalma produce solo da vitigni autoctoni pugliesi, fra cui la Malvasia Nera, il Negroamaro, il Primitivo, la Verdeca ed il Moscato Bianco Selvatico, una vera rarità, che pare sia solo Vini Donnapalma a farne del vino.

In un prossimo post vi racconterò in dettaglio le caratteristiche dei singoli vitigni, ma ora voglio degustare con voi alcuni vini di Donnapalma

LA DEGUSTAZIONE

In questo post mi dedicherò alla degustazione del Rosato “Scirocco”, della Verdeca “Ostro” e del Primitivo “Levante”, che fermentano ed affinano tutti in acciaio:

“Scirocco” 2020 Negroamaro Rosato Salento IGP

Un cestino di fragole appena raccolte e portate in casa dove fino a poco fa ardeva la brace del camino: il profumo di queste primizie si mischia all’affumicatura alla quale si aggiunge il profumo del rossetto: un vezzo elegante di questo blend di Negroamaro e Malvasia. Fra poco si raccoglieranno anche le ciliegie e mi sembra di avvertirne il profumo, così come quello del vino in fermentazione, dopo la vendemmia. Con un paio di olfazioni attraversiamo le stagioni e siamo pronti per il sorso. Snello, beverino, rotondo e caldo, sapido e fresco vivo, con un lieve tannino vellutato. Chiude con sufficiente persistenza

“Ostro” 2020 Verdeca Salento IGP:

L’Ostro è il vento che spira da sud e che porta pioggia ed umidità. Giallo paglierino con riflessi dorati. Il bicchiere ci invita con profumi di frutta dolce, che non sono per nulla invadenti: banana, litchi e pesca gialla accolgono da buone salentine anche la fresca brezza salmastra che arriva dal mare ed anche il pompelmo, a braccetto con l’ananas. Chi prevale? Nessuno, ma ci tengono desti col loro alternarsi. Il sorso, caldo e rotondo, ha sapidità da vendere e viva freschezza. La retrolfattiva ha sufficiente persistenza e richiama l’eleganza del naso con gli agrumi che giungono netti ed una chiusura ammandorlata che pulisce la bocca e rende questo vino ottimo da abbinare alle pietanze.

“Levante” 2020 Primitivo Salento IGP

Mineralità da vendere al naso, dalla grafite alla pietra focaia a…che ci fa la delicatezza della cipria, che ci sorprende? Porta a braccetto il cioccolato e la balsamicità della macchia meditrranea, sferzata dalla tramontana. IL tutto sul sottofondo della dolce frutta rossa. Sorso succoso, caldo e rotondo, ma che tannino grippante! Con questa freschezza e sapidità lo manderanno avanti un bel po’. Esplode la frutta rossa nella retrolfattiva, che non si accontenta, ma ha la complessità del naso.