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COME AFFRONTARE VINITALY & CO. PERCHE' SIANO UN INVESTIMENTO

A breve ricominceranno gli appuntamenti dove i vignaioli incontreranno interlocutori per vendere i loro vini. Perciò, si troveranno di fronte esportatori, esponenti dell’ho.re.ca., grossisti, privati appassionati. Questi ultimi, se è vero che muovono direttamente volumi modesti, sono quel terreno fertile, quel megafono, che fa pubblicità indiretta, la più efficace.

Tutte queste figure vanno approcciate con cortesia e la giusta professionalità, per fare in modo che gli eventi vitivinicoli siano un investimento, che moltiplica i risultati positivi ed è essenziale, visti gli elevati costi.

Infatti, non dobbiamo considerare solo il costo della fee di partecipazione. Vanno incluse anche le bottiglie di vino che verranno profuse gratuitamente, le spese di viaggio ed il costo di chi sarà allo stand (anche quello figurativo del vignaiolo, se va lui in prima persona). Non da ultimo, anche se più esigui, i costi di grafica e stampa del materiale informativo.

Per far sì che questi eventi non siano una perdita di denaro e di tempo, bisogna andare ben preparati e ben disposti.

Ne ho parlato in una puntata di DIVINO TV, ricordando gli errori da non fare.

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COME AFFRONTARE VINITALY, SLOW WINE & CO. PER I VIGNAIOLI

 

In estrema sintesi: va curato ogni singolo dettaglio con consapevolezza e continua presenza mentale.

L’allestimento del banco d’assaggio

Il primo impatto è senz’altro visivo, perciò lo stand o il banco d’assaggio devono essere il più ordinati e puliti possibile. Sembra un’ovvietà, ma non è così: altrimenti non mi sarei imbattuta in banchi sbrodolati di vino, con il ghiaccio sciolto che galleggia sulle tovaglie cerate, in cui navigano capsule. Non parliamo delle briciole ovunque, che, per una celiaca come me, sono anche un po’ inquietanti!

I protagonisti sono i vini e qualcosa che racconti le peculiarità dell’azienda: è un aspetto molto importante, che curo attentamente quando faccio consulenza.

Naturalmente, non dovranno mancare brochures e volantini ad hoc. Ad hoc non significa più alti di “Guerra e pace” o più colorati del costume di Arlecchino, ma giusti per il tipo di pubblico al quale ci si rivolge. Anche la produzione dei testi, lo storytelling è essenziale e lo curo molto per i vignaioli miei clienti.

L’interlocuzione con gli avventori

Troppo spesso mi è capitato di vedere alcuni vignaioli che si prodigavano in grandi sorrisi e chiacchiere con persone a loro note, usando il braccio come leva meccanica a mescere assaggi agli altri, mentre continuavano nel loro discorrere. Ebbene, questo è sterile costo. Innanzitutto, perché magari la persona che non stiamo considerando è un importante importatore, che potrebbe acquistare metà della nostra produzione. Ma anche se così non fosse, non stiamo facendo fare al nostro vino ed alla nostra presenza in quel momento il suo compito: quello di promuovere la nostra azienda.

Ognuno che si avvicini al banco d’assaggio è prezioso e va trattato come se fosse unico, perché in effetti è così che è! Va data la giusta importanza a tutti, senza dilungarsi e fare file chilometriche, ma cercando di cogliere quale sia l’interesse del nostro interlocutore e soddisfarlo. E’ un semplice appassionato che non sa nulla di vino, è un cultore della nostra zona di produzione, è un potenziale acquirente all’ingrosso? Individuata la tipologia, vanno date le informazioni giuste, con le corrette modalità, per quel tipo di persona. Va tutto preparato correttamente e fa parte della consulenza che faccio ai vignaioli.

 

COME AFFRONTARE VINITALY, SLOW WINE & CO. PER GLI AVVENTORI

Discorso analogo va fatto per chi va agli eventi come pubblico: il biglietto ha un costo ed anche il nostro tempo, se male gestito, è sprecato. Perciò l’ideale è prepararsi e vivere con consapevolezza ogni momento.

Prima dell’evento

E’ utile farsi una lista dei vini e dei produttori che si vogliono assaggiare: preferisco degustare i vini di un solo vitigno, di una sola Regione, eroici, vulcanici, biologici, biodinamici? Una volta definito l’elenco, sarebbe il caso anche di andare a vedere i siti dei produttori, in modo da avere almeno una sommaria idea del terroir che troveremo nel bicchiere. Per i miei clienti ho.re.ca. curo la selezione della lista, che considero fondamentale.

Durante l’evento

Abbiamo una grande opportunità durante queste occasioni: parlare coi produttori. Non facciamocela scappare! Solo dal loro racconto riusciamo a comprendere tanto di quello che c’è nel bicchiere e, se siamo ho.re.ca., possiamo poi trasmettere come valore aggiunto. Lasciamo parlare i vignaioli e siamo pronti con domande che fughino qualsiasi nostro dubbio.

ALTRI MIEI CONSIGLI

Anche per un’enoteca è fondamentale fidelizzare i clienti con eventi ad hoc e conoscendo bene come abbinare il cibo al vino: quanti saranno venuti a chiedervi consiglio per una cena? Un cliente che sa di poter ricevere questo tipo di servizio e che, affidandosi a voi, fa bella figura, sarà fidelizzato ed acquisterà più bottiglie.

Per le enoteche organizzo:

  • mini-corsi di avvicinamento al vino per i clienti (anche online)
  • formazione del personale (anche online)
  • l’organizzazione di degustazioni guidate e di incontri coi vignaioli (anche online)